Chi siamo

Cambia gusto, prova Gogò.

Gogò è la nuova idea di street food, originale ed esclusiva. Solo qui puoi gustare risotti di carne, di pesce e di verdura sotto forma di arancine. Sfere di risotto, ricche e delicate, genuine e sempre fresche, croccanti al punto giusto, create dallo chef Giovanni Porretto seguendo il corso delle stagioni, con accostamenti innovativi di ingredienti di eccellenza tipici di tutta Italia.
Gogò ti offre un’esperienza sensoriale unica, da vivere nei suoi locali oppure a casa, sempre in buona compagnia.
Ti aspettiamo.

Arancine a Gogò

Una nuova idea di street food che fa dell’esclusività e dell’originalità i suoi punti di forza.

Gusti a Gogò

Risotti a base di carne, di pesce, di verdure, che diventano arancine per soddisfare ogni aspettativa.

Sorprese a Gogò

Ogni mese lo chef propone un’arancina speciale, creata con ingredienti tipici del momento.

Piacere a Gogò

Un luogo di ritrovo e di passaggio, per mangiare in compagnia o per ordinare, ritirare e scappare via.

Divertimento a Gogò

Ambiente e atmosfera sempre frizzanti perché il piacere della convivialità è soprattutto questo.

Leggerezza a Gogò

Un alimento ricco e delicato, dove la panatura dorata racchiude un cuore di risotto ai mille sapori.

Le Arancine Gogò

Mordimi. Ti farò impazzire.

Le arancine Gogò sono veri e propri risotti della cucina tradizionale racchiusi in una crosta dorata.
Dieci ricette, cui si aggiunge quella del mese creata con ingredienti stagionali, uniche perché frutto dell’estro, della passione e della professionalità del nostro chef.
Il risultato? Arancine gourmet ai mille gusti, tutti da assaggiare, tutti da scoprire, un’esplosione di sapori e aromi che saprà sorprenderti.

CARNE

RAGÙ DI SICILIA

Manzo di razza Limousine, salsiccia, cotenne e “pittinicchi”, le puntine di maiale, tutto cotto a lungo e con passione in un mare di passata di pomodoro.

CLASSICO CON BRIO

Il burro di malga che discende dall’alpeggio estivo incontra il prosciutto Cotto di Verona aromatizzato secondo antica ricetta e il delicato fiordilatte preparato con puro latte vaccino intero.

PIEMONTE FUSION

La spalla di Fassona, cotta a fuoco lento nel Nero d’Avola di Sicilia, si esalta nel contrasto con il morbido e cremoso gorgonzola DOP.

SFERA AL TARTUFO

Tenero petto di pollo, croccanti pisellini verdi e delicato pesto di noci, una sinfonia di sfumature di sapore su cui svetta il profumo tipico e inconfondibile del tartufo d’Alba.

VERDURE

MUSICA D’OPERA

Il gusto intenso della ricotta salata aggiunge personalità al sapore fresco del sugo alla Norma, fatto di quadrucci di pomodoro fresco e melanzane stufate, il tutto bilanciato dalla leggerezza della salsa al basilico.

SOTTO IL BOSCO

Una selezione di funghi del sottobosco, chiodini, ovuli, mazze di tamburo, russule, impreziosito dalla presenza nobile del boleto per eccellenza: il porcino.

RAGÙ VEGETALE

Cipolla, sedano, melanzane, zucchine, salsa di pomodoro, una lieve sfumata di aglio e rosmarino, tutto cotto senza fretta per creare un ragù leggero, profumato, ricco di colori assolutamente vegetariano.

PESCE

IL ROSSO

La carne compatta e bianca, dal sapore unico e inconfondibile, del gambero rosso di Mazara del Vallo si esalta con il gusto delicato e lievemente amarognolo delle zucchine lunghe di Sicilia.

IL BLU

Il tonno più pregiato, quello Rosso, detto anche pinna Blu, avvolto dalla polpa tenera e molto gustosa della melanzana palermitana e aromatizzato con poche foglioline di menta fresca.

IL NERO

L’essenza del concetto di cucina fusion: un risotto al nero di seppia, mantecato con il migliore salmone di Scozia, quello affumicato con legno di faggio, e con la tradizionale mozzarella di bufala campana.

Le Arancine Gogò

Mordimi. Ti farò impazzire.

Le arancine Gogò sono veri e propri risotti della cucina tradizionale racchiusi in una crosta dorata.
Dieci ricette, cui si aggiunge quella del mese creata con ingredienti stagionali, uniche perché frutto dell’estro, della passione e della professionalità del nostro chef.
Il risultato? Arancine gourmet ai mille gusti, tutti da assaggiare, tutti da scoprire, un’esplosione di sapori e aromi che saprà sorprenderti.

CARNE

RAGÙ DI SICILIA

Manzo di razza Limousine, salsiccia, cotenne e “pittinicchi”, le puntine di maiale, tutto cotto a lungo e con passione in un mare di passata di pomodoro.

CLASSICO CON BRIO

Il burro di malga che discende dall’alpeggio estivo incontra il prosciutto Cotto di Verona aromatizzato secondo antica ricetta e il delicato fiordilatte preparato con puro latte vaccino intero.

PIEMONTE FUSION

La spalla di Fassona, cotta a fuoco lento nel Nero d’Avola di Sicilia, si esalta nel contrasto con il morbido e cremoso gorgonzola DOP.

SFERA AL TARTUFO

Tenero petto di pollo, croccanti pisellini verdi e delicato pesto di noci, una sinfonia di sfumature di sapore su cui svetta il profumo tipico e inconfondibile del tartufo d’Alba.

VERDURE

MUSICA D’OPERA

Il gusto intenso della ricotta salata aggiunge personalità al sapore fresco del sugo alla Norma, fatto di quadrucci di pomodoro fresco e melanzane stufate, il tutto bilanciato dalla leggerezza della salsa al basilico.

SOTTO IL BOSCO

Una selezione di funghi del sottobosco, chiodini, ovuli, mazze di tamburo, russule, impreziosito dalla presenza nobile del boleto per eccellenza: il porcino.

RAGÙ VEGETALE

Cipolla, sedano, melanzane, zucchine, salsa di pomodoro, una lieve sfumata di aglio e rosmarino, tutto cotto senza fretta per creare un ragù leggero, profumato, ricco di colori assolutamente vegetariano.

PESCE

IL ROSSO

La carne compatta e bianca, dal sapore unico e inconfondibile, del gambero rosso di Mazara del Vallo si esalta con il gusto delicato e lievemente amarognolo delle zucchine lunghe di Sicilia.

IL BLU

Il tonno più pregiato, quello Rosso, detto anche pinna Blu, avvolto dalla polpa tenera e molto gustosa della melanzana palermitana e aromatizzato con poche foglioline di menta fresca.

IL NERO

L’essenza del concetto di cucina fusion: un risotto al nero di seppia, mantecato con il migliore salmone di Scozia, quello affumicato con legno di faggio, e con la tradizionale mozzarella di bufala campana.

L'arancina del mese

SPUMA DI SPINE

Lo “Spinoso di Cerda”, il più pregiato tenero e polposo carciofo di Sicilia, si esalta con il sapore inconfondibile della preziosa ricotta di pecora delle Madonie.

L'arancina del mese

SPUMA DI SPINE

Lo “Spinoso di Cerda”, il più pregiato tenero e polposo carciofo di Sicilia, si esalta con il sapore inconfondibile della preziosa ricotta di pecora delle Madonie.

L’idea dello chef

Più che arancine, risotti a sfera!

Le Arancine Gogò sono firmate Giovanni Porretto, che con Gogò vuole far conoscere quest’eccellenza in tutta Italia cambiandone il gusto classico e tradizionale, cambia la filosofia, cambiano gli ingredienti. Le Arancine escono dai confini siciliani completamente riviste, i risotti della tradizione regionale italiana si trasformano in sfere di riso panate e croccanti. 100 diverse ricette studiate dallo Chef appositamente per Gogò con ingredienti di presidio slow food e sapori della cucina mediterranea.

Chef palermitano di alto livello, affermato e dalla grande esperienza internazionale, Giovanni ha scelto Gogò dopo un glorioso trascorso al Cipriani e a Palazzo Vendramin di Venezia per creare arancine sempre originali, nate dalla passione per gli accostamenti innovativi, mai banali e per le materie prime eccellenti.

Trasforma i risotti in sfere croccanti e dorate con un cuore dai mille sapori.

Ogni mese Chef Giovanni proporrà una nuovissima ricetta, un’Arancina con ingredienti di stagione!

L’idea dello chef

Più che arancine, risotti a sfera!

Le Arancine Gogò sono firmate Giovanni Porretto, che con Gogò vuole far conoscere quest’eccellenza in tutta Italia cambiandone il gusto classico e tradizionale, cambia la filosofia, cambiano gli ingredienti. Le Arancine escono dai confini siciliani completamente riviste, i risotti della tradizione regionale italiana si trasformano in sfere di riso panate e croccanti. 100 diverse ricette studiate dallo Chef appositamente per Gogò con ingredienti di presidio slow food e sapori della cucina mediterranea.

Chef palermitano di alto livello, affermato e dalla grande esperienza internazionale, Giovanni ha scelto Gogò dopo un glorioso trascorso al Cipriani e a Palazzo Vendramin di Venezia per creare arancine sempre originali, nate dalla passione per gli accostamenti innovativi, mai banali e per le materie prime eccellenti.

Trasforma i risotti in sfere croccanti e dorate con un cuore dai mille sapori.

Ogni mese Chef Giovanni proporrà una nuovissima ricetta, un’Arancina con ingredienti di stagione!

Dove siamo

Nasce a Torino ma sarà presto in tutto il mondo

Gogò nasce a Torino, capitale Italiana dello slow-food e dell’eccellenza gastronomica, con due botteghe:

Contattaci

info@arancinegogo.it

Citazioni...

  • Di varianti della ricetta ne esistono molte, ma quella di Adelina…
    Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!

    Andrea Camilleri
    • Andrea Camilleri
    • Scrittore, sceneggiatore e regista
  • Battezzare con correttezza è gesto di umiltà di fronte all’eccezionalità del piatto, ché noi che le mangiamo le arancine, no, noi non vogliamo (soltanto) bene all’arancina, palla di sfera che si basta da sé.
    No.
    Noi CELEBRIAMO l’arancina, noi la veneriamo, lei e la sua tondità solare, sfera a carne o a burro, palla, piccola arancia, fìmmina.
    Il resto, non esiste il resto di fronte all’arancinA

    Davide Enia
    • Davide Enia
    • Drammaturgo, attore teatrale e scrittore
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  • Di varianti della ricetta ne esistono molte, ma quella di Adelina…
    Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!

    Andrea Camilleri
    • Andrea Camilleri
    • Scrittore, sceneggiatore e regista
  • Battezzare con correttezza è gesto di umiltà di fronte all’eccezionalità del piatto, ché noi che le mangiamo le arancine, no, noi non vogliamo (soltanto) bene all’arancina, palla di sfera che si basta da sé.
    No.
    Noi CELEBRIAMO l’arancina, noi la veneriamo, lei e la sua tondità solare, sfera a carne o a burro, palla, piccola arancia, fìmmina.
    Il resto, non esiste il resto di fronte all’arancinA

    Davide Enia
    • Davide Enia
    • Drammaturgo, attore teatrale e scrittore
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